IL FU MATTIA PASCAL (romanzo)

Luigi Pirandello


Il Nobel ottenuto da Pirandello nel 1934 è il riconoscimento internazionale “per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Ed in effetti Pirandello è stato uno straordinario autore di teatro.
“Il fu Mattia Pascal” è stato il romanzo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico e narra la storia di un uomo che, erroneamente creduto morto, approfitta della situazione per crearsi un’altra vita con una identità tutta nuova, tutta da inventare e da vivere. Ma il gioco non riesce come aveva sperato ed il protagonista Mattia Pascal, alias Adriano Meis, si ritrova a riflettere sul vero senso della vita e sulla propria identità.
Trovo questo romanzo di straordinaria attualità poiché mi fa venire in mente i nostri strumenti intelligenti che dominano le nostre giornate, gli avatar dei giochi, le false identità che popolano il web, le invenzioni di chiunque che tenta di vivere attraverso la rete una nuova esistenza, nella speranza di afferrare la felicità. Forse Mattia Pascal ha qualcosa da dirci attraverso la sua storia, assurda per certi versi, brillante per altri, umanissima.

Il gioco d’azzardo
Quella specie di lucida ebbrezza cresceva intanto in me, né s’intorbidava per qualche colpo fallito, perché mi pareva d’averlo quasi preveduto; anzi, qualche volta, dicevo tra me: “Ecco, questo lo perderò; “debbo perderlo”. Ero come elettrizzato. A un certo punto , ebbi l’ispirazione di arrischiar tutto, là e addio; e vinsi. Gli orecchi mi ronzavano; ero tutto un sudore … e arrischiai tutto di nuovo, quel che avevo di mio e quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: la mano mi andò su lo stesso numero di prima, il 35; fui per ritrarla; ma no, lì, lì di nuovo, come se qualcuno me l’avesse comandato…

Un nuova identità
Ero solo ormai, e più solo di com’ero non avrei potuto essere su la terra, sciolto nel presente d’ogni legame e d’ogni obbligo, libero, nuovo e assolutamente padrone di me, senza più il fardello del mio passato, e con l’avvenire dinanzi, che avrei potuto foggiarmi a piacer mio. Ah, un paio d’ali! Come mi sentivo leggero!
Il sentimento che le passate vicende mi avevano dato della vita non doveva aver più per me, ormai, ragion d’essere. Io dovevo acquistare un nuovo sentimento della vita, senza avvalermi neppur minimamente della sciagurata esperienza del fu Mattia Pascal.
Stava a me: potevo e dovevo essere l’artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi. “E innanzitutto”, dicevo a me stesso, “ avrò cura di questa mia libertà; me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicchè, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma di esser stato due uomini.”


Citazioni dall’edizione Baldini Castoldi Dalai del 2009

IL FU MATTIA PASCAL (romanzo)

Luigi Pirandello


Il Nobel ottenuto da Pirandello nel 1934 è il riconoscimento internazionale “per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Ed in effetti Pirandello è stato uno straordinario autore di teatro.
“Il fu Mattia Pascal” è stato il romanzo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico e narra la storia di un uomo che, erroneamente creduto morto, approfitta della situazione per crearsi un’altra vita con una identità tutta nuova, tutta da inventare e da vivere. Ma il gioco non riesce come aveva sperato ed il protagonista Mattia Pascal, alias Adriano Meis, si ritrova a riflettere sul vero senso della vita e sulla propria identità.
Trovo questo romanzo di straordinaria attualità poiché mi fa venire in mente i nostri strumenti intelligenti che dominano le nostre giornate, gli avatar dei giochi, le false identità che popolano il web, le invenzioni di chiunque che tenta di vivere attraverso la rete una nuova esistenza, nella speranza di afferrare la felicità. Forse Mattia Pascal ha qualcosa da dirci attraverso la sua storia, assurda per certi versi, brillante per altri, umanissima.

Il gioco d’azzardo
Quella specie di lucida ebbrezza cresceva intanto in me, né s’intorbidava per qualche colpo fallito, perché mi pareva d’averlo quasi preveduto; anzi, qualche volta, dicevo tra me: “Ecco, questo lo perderò; “debbo perderlo”. Ero come elettrizzato. A un certo punto , ebbi l’ispirazione di arrischiar tutto, là e addio; e vinsi. Gli orecchi mi ronzavano; ero tutto un sudore … e arrischiai tutto di nuovo, quel che avevo di mio e quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: la mano mi andò su lo stesso numero di prima, il 35; fui per ritrarla; ma no, lì, lì di nuovo, come se qualcuno me l’avesse comandato…

Un nuova identità
Ero solo ormai, e più solo di com’ero non avrei potuto essere su la terra, sciolto nel presente d’ogni legame e d’ogni obbligo, libero, nuovo e assolutamente padrone di me, senza più il fardello del mio passato, e con l’avvenire dinanzi, che avrei potuto foggiarmi a piacer mio. Ah, un paio d’ali! Come mi sentivo leggero!
Il sentimento che le passate vicende mi avevano dato della vita non doveva aver più per me, ormai, ragion d’essere. Io dovevo acquistare un nuovo sentimento della vita, senza avvalermi neppur minimamente della sciagurata esperienza del fu Mattia Pascal.
Stava a me: potevo e dovevo essere l’artefice del mio nuovo destino, nella misura che la Fortuna aveva voluto concedermi. “E innanzitutto”, dicevo a me stesso, “ avrò cura di questa mia libertà; me la condurrò a spasso per vie piane e sempre nuove, né le farò mai portare alcuna veste gravosa. Chiuderò gli occhi e passerò oltre appena lo spettacolo della vita in qualche punto mi si presenterà sgradevole. Procurerò di farmela più tosto con le cose che si sogliono chiamare inanimate, e andrò in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco una nuova educazione; mi trasformerò con amoroso e paziente studio, sicchè, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma di esser stato due uomini.”


Citazioni dall’edizione Baldini Castoldi Dalai del 2009